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Anello di Badia
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Tuesday 12 Dec 2017
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(Badia - M.S.Giovanni vecchio - Palazzo Baravelli - Badia) - Settembre 2005

Durata: tre ore circa

Difficoltà: facile

Ristoro finale alla trattoria Amelia in localita' Borra

 

Ci siamo trovati  in località Badia di Monte San Pietro, nell'attesa che arrivassero tutti alcuni sono andati al bar a prendere un caffè, poi alle 8.30 ci siamo incamminati lungo la strada che porta ai vigneti di Vignudelli (si produce un buon vino), seguendo un filare esterno senza procurare danni all’ambiente e alla proprietà. Abbiamo raggiunto la sommità della collina: è uno strappo duro ma corto.

Sul pianoro esiste ancora il vecchio percorso che collegava Amola a Mongiorgio e Savigno, si arrivava anche a Monte San Pietro. Abbiamo percorso il sentiero fino alla località "Pianoro", qui c’è la strada asfaltata che porta fino a Chiesa Vecchia (o Monte San Giovanni Vecchio), passando per la Villa, che è un antico borgo, in parte restaurato, alcuni edifici  rimangono lì in bella vista austeri e nonostante qualche rovina belli, affascinanti.

All’incrocio si abbandona la strada asfaltata che porta a Monte San Giovanni, dove sulla destra si trovano i resti di un antico cimitero; durante la seconda guerra mondiale serviva come punto di controllo della strada sottostante, l'odierna via Lavino. Alla sinistra si arriva alla vecchia chiesa di Monte San Giovanni, la Chiesa Vecchia, fu spostata nel fondovalle, comunque si vedono ancora alcuni resti dell’antica costruzione. Invece non si trova nessuna traccia del castello che dicono esistesse nel pianoro sopra l’incrocio.

Tempo fa vi erano due pozzi utilizzati per abbeverare gli animali. L'acqua si trovava sia in inverno che in estate. Proseguendo per la strada che porta alla località Venezia, si passa vicino a palazzo Baravelli. Un  bell'esempio di costruzione padronale tipico delle nostre zone con casa colonica, stalla, casa per la servitù, pozzo, conserva, giardino, viale con alberi bellissimi e scalone eccezionale. Ora sta andando tutto in rovina, anzi è più prudente non andare a curiosare, perché è pericolante e si potrebbe cadere in qualche buco. Si diceva che esistesse anche un pozzo a rasoio.

All’incrocio si tiene la destra e si arriva in località Olive, che secondo me è il più bel posto di Monte San Pietro.

Si prosegue per la vecchia strada finchè non si trova un sentiero che gira a sinistra e porta in mezzo al bosco. Qui il sentiero si fa più brutto, ma comunque molto interessante, circa a metà sulla destra, si incrocia un sentiero che, molti anni fa portava al Malpasso e all’Amola;  ci si può spingere cautamente (parecchi tratti sono impraticabili) ad ammirare la vista di splendidi calanchi.

Tornando sui propri passi  si arriva ad un incrocio,  andando dritto si giunge alla sorgente dell’acqua solforosa e alla via di fondovalle per Monte San Pietro. Girando a sinistra, ci si imbatte in un pezzo di sentiero molto ripido, ma molto bello. Si sale con calma, fino ad una cavedagna e all’incrocio si prende a sinistra,  avanti un centinaio di metri, c’è  ca' Cavarolo, si tiene la destra e si arriva al palazzo Baravelli.

Si può anche evitare di ripercorrere il giro a ritroso, prima di arrivare al palazzo Baravelli sulla destra si trova una cavedagna che porta ad una sorgente, si gira a sinistra verso la ca' bianca e poi verso ca' Mazzini. Si passa sotto la Villa, si sbuca a località Pianoro e seguendo la strada si arriva alla frazione Oca poi a destra per Badia.

Giunti alla meta abbiamo pensato di prolungare l'incontro andando alla trattoria Amelia in località Borra, dove abbiamo ripreso tutte le calorie perse durante il percorso.

 


Gabriele Serra

 

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