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La vecchia mulattiera
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Tuesday 17 Oct 2017
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La vecchia mulattiera PDF Print E-mail

(Colombara - Monte Severo - MontePastore) 2 0ttobre 2005

Ore otto parcheggiamo le macchine vicino al laghetto della cava Colombara.

Non siamo in molti e con l’occorrente necessario prendiamo il sentiero sterrato che si trova la sinistra della strada principale, con tutta la calma del buon camminatore raggiungiamo la casa colonica in cima alla strada, prima della casa c’è un recinto con qualche cane che ci saluta a modo suo , sicuramente lo abbiamo disturbato, vicino al recinto, a sinistra si imbocca il sentiero della mulattiera. All’inizio non è molto bello ma si tratta solo di un centinaio di metri, anche meno, poi comincia ad inerpicarsi in mezzo al bosco. Questa via era una mulattiera molto antica scavata nella collina, è come camminare dentro un fosso molto ampio, con tutti gli alberi che ti fanno da ombrello, danno una duplice  sensazione tra la protezione e l’inquietudine. Dopo alcune centinaia di metri si ritorna “alla luce”e  si può ammirare il paesaggio nella sua bellezza. Attraversiamo questo  splendido bosco e davanti a noi possiamo ammirrare la “Guarda” antica casa con torre, qui si trovano alcuni ulivi millenari e  alcune bellissime querce molto antiche, sempre salendo si raggiunge una strada ghiaiata che porta a un incrocio dove alla sinistra si trova la chiesa di San Chierlo a destra una via di fuga che porta in fondovalle lavino molto rapidamente, sulla destra si trova anche la Tenuta Bonzara dei Lambertini (http://www.bonzara.it/).
Noi prendiamo a sinistra per Monte Bonsara, la strada asfaltata, in breve tempo raggiungiamo l’impervio sentiero della Via Crucis, sulla cima vi è una croce di ferro eretta dalla popolazione della zona in segno di devozione, si notano  anche qualche resto di un edificio, forse il castello Bonsara distrutto dalle bordate delle bombarde provenienti dal castello di chiesa vecchia di Monte san Giovanni, così tramanda la “leggenda”. Sulla sinistra vicino al sentiero della Via Crucis c’è una strada, io la chiamo “la strada dei rifugi”, porta a Rasiglio passando per Cà di Cò,  Cà di Chiuzzi, Cà di sotto il Sasso luoghi teatro della battaglia del Cavallazzo molto dura e dolorosa, furono catturati 13 partigiani, torturati a Calderino ed uccisi presso il Cavalcavia di Casalecchio di Reno (http://www.anpipianoro.it/resistenza%20on%20line/RESISTENZA%20n.5-2008.pdf).
Dalla cima del Monte Bonsara la veduta panoramica è vasta e quando il tempo lo permette si può vedere la città di Vignola, noi ne approfittiamo per una sosta e mangiare qualcosa prima di riprendere il cammino verso località Borra.

Località Borra è un piccolo borgo di case immerso nei castagneti, presso la trattoria Borra prendiamo  un  caffè, dopo aver scambiato qualche parola con alcuni amici della zona  riprendiamo la strada, avanti un 500 metri circa abbandoniamo la strada asfaltata per prende un sentiero tra i boschi, verso monte San Giacomo, costeggiamo la strada di Medelana in breve tempo raggiungiamo la chiesa di Monte Severo qui si può abbandonare il sentiero e raggiungere la strada principale in poco tempo, noi giriamo a sinistra e proseguiamo per Montepastore;  per un tratto la “cavedagna” e abbastanza facile poi l’ultimo strappo invece è una salita dura ed impegnativa che sbuca nei paraggi della strada asfaltata che porta a Montepastore, qui facciamo l’ultima sosta al bar, qualcosa di caldo è opportuno, ci raccontiamo un po’ come è andata,  il tempo in buona compagnia passa in fretta e il percorso poi sembra meno lungo. Tra le cose che non abbiamo detto c’è anche il fatto che nel giro siamo passati vicino alla casa di uno dei nostri più illustri cittadini il Signor Giorgio Monetti protagonista a suo tempo di un favoloso giro intorno al  mondo con la moto Ducati 175 in compagnia del suo amico Signor Leopoldo Tartarici (dal 30/9/’57 al 5/9/’58 ).

Gabriele Serra

 

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